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30-08-2016

La stampa clandestina durante la guerra, alla festa dell' Unità 


Più volte abbiamo dichiarato che il nostro è un lavoro “vecchio con regole vecchie”. Tutto vero, c’è però una motivazione di fondo. Forse alcuni di noi si sono dimenticati delle origini delle nostre attività e del perché il nostro impianto normativo si rifaccia ad una legge del 1948, che tutt’ora viene richiamata dalla riforma all’editoria al varo da parte del Governo.

 

Il motivo è che la libertà di stampa e di espressione, e la parità di trattamento tra tutte le testate quotidiane e periodiche, indipendentemente dal loro contenuto, argomento o linea politica, sono un pilastro su cui si è costruita l’Italia del dopoguerra.

 

Non dobbiamo dimenticarci che si stava vivendo un periodo storico dove tali principi etici erano alla base di una ricostruzione e dove quella libertà di espressione e di stampa per tanti anni repressa, poteva far rinascere principi democratici alla base di una società moderna.

 

Nessuno deve avere il diritto di offuscare e limitare l’accesso alla vendita di un prodotto editoriale. Ogni editore deve avere il diritto di raggiungere il cittadino e il lettore. Il cittadino ha il diritto di incontrare e condividere un’idea e una posizione politica.

 

“L’edicola italiana” ha avuto una parte fondamentale in tutto questo. Le nostre normative di settore tutt’ora gravitano intorno a questi principi. I vincoli e i limiti imprenditoriali del nostro settore sono il prezzo che la nostra categoria deve pagare per mantenere la libertà di stampa e che ci ha resi, nel passato, protagonisti di un processo democratico.

 

Purtroppo questo aspetto è stato dimenticato dal mondo della politica, dai nostri clienti e forse anche da noi stessi ma gli obblighi legislativi che noi tuttora abbiamo, anche se ammorbiditi negli ultimi anni, nascono e sono stati mantenuti proprio per sostenere la libertà di stampa e di espressione.

 

Abbiamo sentito quindi la necessità di riproporre questo tema rivolgendoci ai cittadini, ai lettori ma anche a noi stessi, per ricordare il valore sociale e democratico delle nostre attività partecipando come ospiti ad un evento alla Festa dell’Unità di Milano che si terrà fino al 10 settembre.

 

All’interno del contesto creato dall’Edicola2.zero verranno presentate le prime pagine originali della stampa clandestina nata, diffusa e venduta in Italia nel periodo dell’occupazione nazista.

I giornali presentati si collegano proprio alla difficile esperienza della clandestinità di quegli anni. Questi fogli, stampati nelle piccole e segrete tipografie passarono di mano in mano, nelle fabbriche, nelle scuole, negli uffici e anche nelle edicole… ovviamente clandestinamente. Fogli che rappresentavano uno stimolo concreto, anticipando quegli impegni civili e sociali che attendevano l’Italia dopo la “liberazione”.

 

Edicola 2.zero e il suo stand all’interno della Festa dell’Unità, ha ospitato questo momento di riflessione al fine di ricordare agli italiani il grande valore sociale di una rete dedicata alla vendita della stampa e che ancora, nonostante il mercato editoriale sia così profondamente mutato, rinnova ogni giorno quei principi alla base della diffusione di un libero pensiero, del dialogo e del confronto.

 

Siete invitati a incontrare l’Edicola 2.zero allo SCALO DI PORTA ROMANA Piazzale Lodi, MM3 Lodi TIBB.


Le prime pagine dei quotidiani di guerra




 

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